Se l’orientamento non è utilizzato

Data di pubblicazione: 
29/05/2011

Anche in Italia si diffondono gli sportelli per l’orientamento ma paradossalmente, a differenza di altri Paesi europei, non il loro utilizzo da parte dell’utenza. E’ quanto emerge dal rapporto 2010 sull'orientamento, presentato a Roma dall’ Isfol, l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori. Secondo l’indagine, ben «il 90,2% dei soggetti del campione, studenti della secondaria superiore, universitari e adulti lavoratori, è a conoscenza dei servizi di orientamento ma coloro che ne fruiscono, si attestano intorno a valori inferiori al 50 per cento». In generale ad utilizzare i servizi di orientamento erogati dagli sportelli, «sono i soggetti con caratteristiche di debolezza rispetto al mercato del lavoro ossia le donne, i giovani, i disoccupati e i soggetti in cassa integrazione e i soggetti con titolo di studio più elevato».


Dalle pagine del rapporto si evidenzia come sei giovani su 10 abbiano già utilizzato almeno una volta i servizi di orientamento nel sistema scolastico, anche se i canali di scelta privilegiati restano la famiglia e gli insegnanti. Stesso discorso per le Università, soprattutto del Centro-Sud dell’Italia, dove accanto a offerte didattiche e formative, si stanno attivando pratiche di orientamento sia in ingresso sia in uscita.