Lavoro, è crisi piena
Più disoccupazione, più cassa integrazione a Roma e provincia: in tutto un bacino di potenziali 180mila lavoratori senza lavoro. Questo in sintesi il quadro che emerge leggendo i dati pubblicati da Palazzo Valentini sullo studio realizzato da Capitale Lavoro, società in house della Provincia. Gli strumenti a disposizione dell’amministrazione nel contrasto alla disoccupazione e precarietà, rischiano così di non essere sufficienti.
I numeri del 2010 ci dicono infatti che dei 55mila lavoratori in cassa integrazione (cig), più della metà, 37mila, saranno coloro che rischiano, secondo le proiezioni, di trovare chiusi i battenti delle loro aziende. In maniera particolare, a preoccupare è il ricorso alla cassa integrazione in deroga. Una tipologia a uso delle piccole e medie imprese, quelle cioè che colpite dalla crisi hanno maggiore difficoltà a risollevarsi. Secondo lo studio, il ricorso a tale strumento ha fatto segnare 10 milioni di ore, 8 milioni in più rispetto al 2009. E i dati, già di per sé drammatici, hanno una pesante ricaduta anche sul reddito delle famiglie.
La perdita per i lavoratori in cassa integrazione si attesta complessivamente sui 186 milioni di euro contro i 121 del 2009 e gli “appena” 27 del 2008. Numeri che si coniugano amaramente con quanto annunciato dall’assessore al Lavoro della Provincia di Roma Massimiliano Smeriglio: “Purtroppo la regione Lazio ha deciso, per il 2011, di non replicare il percorso di reddito di cittadinanza, uno dei pochi ammortizzatori sociali attivo e funzionante, sostentamento concreto per chi è senza lavoro”. Una misura che ha riguardato 5498 beneficiari.

